Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

L'Università di Modena e Reggio Emilia rappresenta lo sviluppo storico dello Studium modenese e il recupero, avvenuto nel corso del 1998, della tradizione dello Studium reggiano. Entrambe queste realtà accademiche, che ebbero un diverso destino nei secoli, iniziarono nella seconda metà del secolo XII con la chiamata da parte del Comune di Modena, di Pillio da Medicina e, da parte del Comune di Reggio Emilia, di Jacopo da Mandra, quali lettori di diritto.
Pur se sono alternati periodi di grande vivacità e di decadenza, in relazione principalmente alle vicende politiche, l'insegnamento universitario si è mantenuto vivo nelle due sedi grazie ad illustri giuristi, medici, matematici, botanici, filosofi e letterati.
In particolare, con il trasferimento della Corte del Ducato Estense a Modena nel 1598, lo Studio di Modena iniziò il rinnovamento, che durò per tutto il '600 e che vide affermarsi a Modena grandi studiosi di matematica, scienze naturali e medicina, tra i quali Bernardino Ramazzini, fondatore della medicina del lavoro. Lo sviluppo della sede di Modena vide la costruzione nel '700 del Palazzo universitario, attuale sede del Rettorato e delle segreterie amministrative, del Teatro Anatomico, dell'Orto Botanico, dell'Elaboratorio Chimico, cui si aggiunsero successivamente il Gabinetto di Fisica, il Museo Anatomico, i Musei di Storia Naturale e di Zooiatria e l'Osservatorio Astronomico.
Anche lo Studio reggiano ebbe un periodo di grande fulgore nel '700, fino al momento della sua chiusura, decretata dal Duca Francesco III d'Este nel 1772. Tra i numerosi scienziati che diedero lustro alla sede reggiana ve ne furono alcuni che poi assursero a fama europea a Modena: i più celebri furono sicuramente Lazzaro Spallanzani, Agostino Paradisi e Bonaventura Corti.
L'attuale Università è costituita come Ateneo a rete di sedi, ciò che permette di valorizzare al massimo le potenzialità formative e di ricerca degli insediamenti universitari di Modena e Reggio Emilia.
Nella sede di Modena vi sono 7 Facoltà (Giurisprudenza, Economia, Medicina e Chirurgia, Farmacia, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Ingegneria, Lettere e Filosofia) con 21 Corsi di laurea oltre a Corsi di Diploma Universitario. Le sue strutture di ricerca sono costituite da dipartimenti, centri e servizi interdipartimentali, dislocati nel Centro Storico (Via Università, Corso Canal Grande, Via S.Eufemia, Viale Caduti in Guerra, Viale Berengario), presso l'area del Policlinico e il campus di Via Campi. E' ormai completata la nuova sede della Facoltà di Ingegneria nell'area di Via Vignolese-Via Araldi.
Nella sede di Reggio Emilia, attivata nell'anno accademico 1998/99, sono presenti due Facoltà (Ingegneria e Agraria), 7 Corsi di laurea e 3 Diplomi Universitari (questi ultimi, dell'area sanitaria), dislocati nelle aree universitarie di Viale Allegri e Via Kennedy.
L'Università di Modena e Reggio Emilia è classificabile tra quelle di medie dimensioni e, per una serie di indicatori (fra cui il rapporto tra numero di docenti e numero di studenti, la dotazione di attrezzature, gli spazi di laboratorio e di biblioteca, i servizi per gli studenti e le provvidenze per il diritto allo studio) garantisce un elevato standard di qualità nell'offerta formativa e dei servizi.
L'Università di Modena e Reggio Emilia è impegnata in un programma di espansione sia delle strutture didattiche e di ricerca che dell'offerta formativa, attraverso corsi di laurea fortemente innovativi, istituiti per rispondere all'esigenza di formare laureati e diplomati con competenze adeguate ad un contesto sociale ed economico tra i più avanzati d'Europa.
Di grande rilievo, per il suo carattere particolarmente innovativo e per l'alto valore culturale e istituzionale, è la collaborazione che l'Università di Modena e Reggio Emilia ha realizzato, a partire dall'anno accademico 1998-99, con l'Accademia Militare di Modena per l'attivazione di corsi di studio finalizzati alla formazione dei quadri dirigenti dell'Esercito.
La piena realizzazione dello sviluppo dell'Ateneo vede necessariamente coinvolte non solo le istituzioni locali, pubbliche e private, con le quali sono stati instaurate collaborazioni per interventi di particolare rilevanza in ambito edilizio e per il recupero di prestigiosi immobili cittadini ad uso universitario, ma anche le realtà economico-produttive che operano nelle province di Modena e Reggio Emilia.

 
IL RETTORE
Prof. Giancarlo Pellacani

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dicembre 1999
dall'opuscolo Una porta aperta sul 2000
a cura di Giovanna Gregori e Maristella Del Grande
con la collaborazione di Monica Bellei, Sara Follini e Anna Ruozzi
versione ipertestuale a cura di giorgio fontana