un po' di grammatica
altri segni speciali
La lineetta
La lineetta è sempre preceduta (tranne che ad inizio frase) e seguita da uno spazio bianco.
La lineetta pertanto non deve essere confusa col trattino che, oltre ad essere più breve, non porta spazi né prima, né dopo.La lineetta si usa:
Nelle battute di una conversazione è possibile tralasciare la lineetta di chiusura.
- per inserire, in modo molto evidente, un inciso o un commento nel periodo:
"A causa del suo intervento o forse grazie al suo intervento non ho agito d'impulso."- per separare le voci di una lista verticale:
I segni di punteggiatura sono:
il punto;
la virgola...
- per delimitare (spesso in unione con le virgolette) il discorso diretto (anche se si tratta di uso ormai abbandonato):
Hai fame? mi chiese, mentre mi stavo togliendo il cappotto. Certo risposi ho un grand'appetito questa sera.
Per delimitare il discorso diretto è consigliabile usare le virgolette invece delle lineette.
Il trattino
Il trattino va normalmente inserito tra due caratteri senza lasciare spazi e può indicare:È preferibile non:
- l'accostamento occasionale di due parole con significato proprio e indipendente: corso teorico-pratico, rapporti italo-americani.
- la sostituzione di una preposizione o di una congiunzione: Es: la finale Italia-Germania [tra l'Italia e la Germania], dizionario italiano-inglese [dall'italiano all'inglese].
- il collegamento di due nomi in una parola-frase: buoni-sconto, treno-merci, busta-paga.
- la sillabazione di una parola (Con-fu-sio-na-rio) in particolare alla fine di un rigo, come ci hanno insegnato alla scuola elementare. La divisione della parola alla fine di un rigo si può anche segnare con un doppio trattino.
- la suddivisione in argomenti particolari di un'unica materia (per esempio titoli, didascalie, ecc.). In casi di questo tipo il trattino deve essere preceduto e seguito da uno spazio: La punteggiatura - Segni di punteggiatura
- la mancanza di parte di una parola: Il verbo vedere appartiene alla congiunzione in -ere.
- usare il trattino quando la forma con il trattino e quella senza coesistono: meglio autoanalisi, vicepresidente di auto-analisi, vice-presidente.
- formare nuovi composti, a meno che non sia strettamente necessario: meglio crisi politica e sociale di crisi politico-sociale.
- impiegare il trattino al posto della preposizione di: meglio mercato degli acquisti, decreto di legge di mercato-acquisti, decreto-legge.
L'asterisco
L'asterisco di solito si scrive senza lasciare spazi prima della parola su cui s'intende far ricadere l'attenzione di chi legge e si usa per indicare:
- un termine o una frase che, in una nota, sono oggetto di una spiegazione. In casi di questo tipo l'asterisco può essere inserito tra parentesi tonde: (*)nozze. *Nozze è un nome difettivo.
- la ricostruzione di una parola che, in realtà, non esiste: Con Osci, termine che probabilmente deriva da *Opsci, gli antichi Romani intendono gli abitanti della Campania.
- un errore di concordanza: Ho rivisto le *pianura.
- la sostituzione di un nome, una data, un luogo, ecc., che non si conoscono o non si vogliono dire. In questi casi l'asterisco può essere segnato tre volte di seguito.
La sbarretta
La sbarretta svolge una diversa funzione secondo la posizione che assume all'interno di un testo. Infatti, la sbarretta:
- preceduta e seguita da uno spazio, si usa per separare in una poesia un verso dall'altro, quando non si va a capo:
Mai, non saprete mai come m'illumina / L'ombra che mi si pone a lato, timida, / Quando non spero più... (G. Ungaretti)- senza spazi che la dividono dal resto del testo, si usa per indicare
La sbarretta viene usata spesso anche per separare i numeri di una data: {18/5/1989}
- un determinato rapporto: {la relazione uomo/donna, il mistero vita/morte.}
- la separazione tra le congiunzioni e/o: {Cercano una giovane diplomata ragioniera e/o con esperienza nel campo contabile.}
- la formula riassuntiva c/o (dall'inglese care of, 'presso'), ricorrente in testi o lettere di tipo commerciale: {Si prega di inviare le fatture c/o l'ufficio ragioneria.}
- la possibilità di sostituire la vocale finale di una parola: {Quel gatto/a è veramente bello/a.}
Errori
È un errore usare il trattino tra due parole che formano un vero e proprio composto: non madre-perla, mezza-luna, ma madreperla, mezzaluna.
È sbagliato usare il trattino dopo ex o extra all'interno di locuzioni latine entrate nell'uso comune e di alcuni composti:
non ex-novo, ex-aequo, ex-voto, ex-lege, extra-moenia, ma ex novo, ex aequo, ex voto, ex lege, extra moenia;
non ex-ministro, ex-giocatore, ma ex ministro, ex giocatore.
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