Seminario Interfacoltà - Università di Padova
Nell'Anno Accademico 1997-1998 l'Università di Padova
ha promosso il Seminario Interfacoltà "Studi delle
donne. Corpo e lavoro. Due parole-chiave in una
prospettiva interdisciplinare". L'iniziativa nasce
da un'innovazione nel governo dell'Ateneo: la nomina di
una delegata del Rettore per la "promozione delle pari
opportunità e gli sviluppi degli studi relativi".
Una Commissione rettorile composta da 7 docenti (tutte
donne), e presieduta dalla Delegata alle pari
opportunità (Franca Bimbi), ha discusso a lungo il
progetto di Seminario, sia rispetto al taglio di metodo
che alla definizione dell'oggetto.
La Commissione ha proposto alcuni "criteri minimi di
base" per l'identificazione degli Studi delle donne
nell'Ateneo, che potrebbero costituire linee-guida per
le iniziative istituzionali in tema.
Gli Studi delle donne non coincidono con la
considerazione delle donne come oggetto di studio.
Tenendo conto della necessaria pluralità di approcci
disciplinari ed epistemologici, sono da intendere come
"Studi delle donne" quelle aree di riflessione e
ricerca scientifica che rispondono nel complesso ai
seguenti requisiti:
Il Seminario termina in maggio. All'attività didattica
partecipano 18 docenti di 5 Facoltà, per un totale di
36 ore. Le iscritte sono 318, con frequenze medie di
150. Si tratta per circa la metà di insegnanti
(prevalentemente di Scuola Superiore), per l'altra
metà studenti (circa il 30% matricole e con una ventina
di presenze maschili). Il Provveditorato di Padova ha
inserito l'iniziativa nel Calendario provinciale delle
"Iniziative Universitarie di formazione/aggiornamento".
Per tutte/i è previsto un attestato di partecipazione
in base alle ore effettivamente frequentate; per le/gli
studenti il riconoscimento del Seminario dipende dalle
caratteristiche dei corsi istituzionali tenuti dalle
docenti.
L'Ateneo sta predisponendo un Censimento del lavoro di
ricerca e didattica universitaria sugli studi delle
donne, che seguirà i criteri di identificazione sopra
indicati. Il Censimento verrà allargato anche agli altri
Atenei veneti, con il contributo della Commissione
Regionale Pari Opportunità.
L'iniziativa dell'Ateneo di Padova ha prodotto, da parte
di molte insegnanti, una domanda di sviluppo della
formazione "di genere e sulle differenze" nei vari
cicli scolastici e nella formazione- aggiornamento
delle/degli insegnanti stessi.
Da qui è nata una seconda iniziativa. La sezione di
Italianistica del Corso di Perfezionamento di
metodologia e didattica delle Materie Letterarie
della Facoltà di Lettere (si tratta di un corso
abilitante per insegnanti, in vista della prossima
costituzione in Scuola di Specializzazione) quest'anno
svolge un modulo di 90 ore di Studi delle donne,
affrontando un periodo storico che va dall'Epistolario
di Abelardo ed Eloisa alle donne in poesia nel Novecento
. Questa iniziativa, coordinata da Adriana Chemello, si
è aperta il 16 gennaio con un intervento di Chiara
Zamboni.
La Commissione d'Ateneo sta attualmente discutendo le
prospettive per il prossimo anno. Una delle proposte
riguarda la costituzione di un Gruppo di lavoro tra
Università di Padova, IRRSAEV, Commissione Regionale
pari opportunità ed altri soggetti interessati, per
definire un Progetto di sperimentazione-aggiornamento,
che coinvolga alcuni Provveditorati ed alcune scuole
della Regione, sul tema "IL NOVECENTO. Società e
cultura in una prospettiva di genere".
Tuttavia la creazione di un'area multidisciplinare di
Studi delle donne nell'Università deve affrontare molti
problemi: soprattutto per quel che riguarda una
didattica di base, trasversale, in corsi di Laurea di
Facoltà differenti e in mancanza di un sistema di
"crediti". Una delle possibili proposte riguarda la
creazione di Seminari propedeutici agli Studi delle
donne costruiti trasversalmente alle discipline,
costituiti per moduli di Facoltà, e coordinati a
livello di Ateneo.
L'esperienza di Padova mette in luce anche l'importanza
di un orientamento agli Studi delle donne rivolta agli
studenti dei primi anni di corso. Infatti la discussione
con le/gli studenti ha messo in luce come il Seminario
abbia permesso - almeno ad alcune/alcuni - la scoperta
di prospettive quasi del tutto ignorate nell'
Institutio Studiorum in quanto tale: quella del
"soggetto scientifico" all'interno dell'oggetto di una
disciplina; quella del femminismo come epistemologia
scientifica.