Gabriele Lazzi: Lo studio di fattibilità (febbraio 1999)

1.3.4 Il progetto proposto
Il progetto proposto

Segmentazione del progetto
Specifiche globali del sistema informativo da realizzare
Riepilogo delle acquisizioni e realizzazioni previste
Piano di massima del progetto
      Piano dei rilasci
      Punti di controllo
      WBS, Pert, Gantt

Tabella 5 - Indice di massima della Sezione quarta - Il progetto proposto

1.3.4.1 Segmentazione del progetto (soluzione unica, incrementale, evolutiva)

Questa parte del documento descrive ed evidenzia le scelte in ordine alla segmentazione del progetto e le considerazioni che hanno portato alle scelte medesime. Da queste scelte derivano sia la definizione concreta del progetto realizzativo, sia le indicazioni in termini di piano dei rilasci e di definizione di successivi punti di decisione.
La definizione del progetto realizzativo sarà dettagliata in un apposito paragrafo, in cui si riepilogheranno esattamente i prodotti/servizi che si intende realizzare, recependo le scelte effettuate in termini di separazione o meno tra l’attività di progettazione, realizzazione e installazione e in termini di individuazione o meno di attività sperimentali o progetti pilota da attivare separatamente.
Le indicazioni in termini di piano dei rilasci e di definizione di eventuali punti di decisione saranno la base da cui partire per pervenire alla definizione del piano di massima del progetto.

Per quanto riguarda i criteri per la segmentazione del progetto, si riportano qui riproposte le considerazioni svolte in Euromethod, che riguardano i possibili approcci con cui affrontare le problematiche di realizzazione e di installazione.

Per l’approccio alla realizzazione si prevedono tre scelte principali:

Per la scelta tra i vari approcci alla realizzazione si utilizzano dei procedimenti euristici che partono dalle considerazioni sull’incertezza e la complessità derivanti dall'analisi del rischio nonché dalla situazione delle scadenze normative e contrattuali.
In genere l’approccio evolutivo è indicato quando la situazione è incerta, mentre l’approccio incrementale è adeguato a situazioni complesse ma non incerte. Inoltre gli approcci incrementale o evolutivo sono da preferirsi quando ci sono tempi stretti, ossia è necessario realizzare qualcosa al più presto, tipicamente per rispondere in tempo a nuove esigenze normative.

Anche relativamente all'installazione si possono avere i medesimi tre approcci (soluzione unica, incrementale, evolutivo) e valgono considerazioni analoghe a quelle viste per la realizzazione.
Naturalmente variano i fenomeni da osservare nei due casi, ad esempio la capacità del gruppo di progetto o l’innovazione tecnologica possono costituire un fattore di incertezza per la realizzazione ma non per l’installazione mentre la necessità di installare numerose repliche del sistema rappresenta complessità dell’installazione ma non della realizzazione.

I tre approcci all’installazione citati sono da considerare approcci "verticali", ossia approcci che ancora non tengono conto della problematica relativa alla distribuzione geografica.
Nel caso in cui l’installazione debba coprire una pluralità di siti geograficamente distribuiti è da considerare l’eventualità di prevedere più fasi di installazione ed in particolare una prima fase concentrata su una copertura geografica limitata, ad esempio un solo ufficio o una sola filiale. Questa installazione, la tipica "installazione pilota", ha il fine di calibrare il sistema informativo e migliorare il processo di installazione prima che l’intero contesto applicativo venga influenzato dai cambiamenti. Successivamente si estenderà la copertura geografica, raggiungendo con l’ultima fase la copertura totale del contesto applicativo. Le varie modalità di copertura geografica possono combinarsi, senza alcuna limitazione, ai vari approcci all’installazione precedentemente indicati.

E’ infine da sottolineare il rapporto tra i diversi approcci all’installazione e alla realizzazione.
Da questo punto di vista tutte le combinazioni appaiono possibili, con la sola eccezione dell’approccio evolutivo alla installazione, che implica necessariamente un pari approccio evolutivo alla realizzazione.

1.3.4.2 Riepilogo delle acquisizioni e realizzazioni previste

Questa parte dello studio di fattibilità focalizza il progetto realizzativo effettivamente proposto, alla luce dei criteri di segmentazione scelti. Facendo quindi riferimento alle attività realizzative di cui si propone l’immediata attivazione ed il necessario finanziamento, si riepilogano le acquisizioni previste (sistemi elaborativi, servizi ed apparecchiature di rete, software di base e d’ambiente e pacchetti applicativi, software applicativo ad hoc, servizi professionali e quant'altro). Questa sintesi rappresenta la base per la successiva stima dei costi e costituisce un punto di riferimento essenziale per la stesura di un eventuale successivo capitolato di gara.

1.3.4.3 Piano di massima del progetto

In questa parte dello studio di fattibilità si descriverà il piano di massima del progetto. Il piano qui formulato ha l’obiettivo di evidenziare le necessità e gli obiettivi di fondo a cui la programmazione puntuale delle attività si dovrà adeguare per poter rispettare sia le scadenze temporali individuate come requisiti del progetto, sia la progressione della realizzazione di prodotti intermedi necessari al progressivo superamento dell’incertezza e alla definizione di dettaglio dei prodotti finali attesi.

Il piano di massima presente nello studio di fattibilità dovrà avere una estensione totale, ma certamente presenterà elevati livelli di aggregazione e generalizzazione. E’ comunque importante che già nello studio di fattibilità il piano consenta di individuare fasi del progetto in sé compiute, che consentono di conseguire benefici parziali e di semplificare l’introduzione del nuovo sistema nel contesto delle attività lavorative interessate, riducendo così i rischi connessi.
Al momento dell’avvio del progetto realizzativo questo piano di massima costituirà la base di partenza per la stesura della prima versione del piano di progetto, che diventerà il punto di riferimento principale per la gestione del progetto e subirà successive evoluzioni con l’avanzamento delle attività.

Gli elementi fondamentali del piano di massima saranno quindi:

Il piano dei rilasci, come già accennato in precedenza, consiste:

L’evidenza dei punti di controllo o di decisione parte dal piano dei rilasci e consiste nell’evidenza delle necessità di verifica e decisione conseguente. In genere coincideranno con i "milestones" di un piano delle attività.

Il piano di massima delle attività consiste nella esplicitazione della sequenza e delle dipendenze tra le principali attività del progetto e potrà essere compiutamente rappresentato attraverso il "Pert".

Appare infine utile una sintesi generale del piano di massima che sintetizzi le principali scadenze previste.

Per una trattazione specifica dell'argomento si rimanda comunque all'apposito capitolo.


segue:
1.3.5 Analisi costi benefici
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