Linee Guida per la realizzazione di Studi di FattibilitàSegmentazione del progetto (soluzione unica, incrementale, evolutiva) Questa parte del documento descrive ed evidenzia, in forma testuale, le scelte che sono proposte in ordine alla segmentazione del progetto e le considerazioni che hanno portato alle scelte medesime. Le scelte proposte portano sia alla definizione concreta del progetto realizzativo, sia alle indicazioni in termini di piano dei rilasci e di definizione di successivi punti di decisione, come già evidenziato nel precedente paragrafo 5.4. La definizione del progetto realizzativo dovrà essere poi ripresa in dettaglio in successive sezioni dello studio di fattibilità, che riepilogheranno esattamente i prodotti/servizi che si intende realizzare con il progetto proposto e recepirà le scelte effettuate in termini di separazione o meno tra l'attività di progettazione, realizzazione e installazione e in termini di individuazione o meno di attività sperimentali o progetti pilota da attivare separatamente. Le indicazioni in termini di piano dei rilasci e di definizione di eventuali punti di decisione saranno la base da cui partire per pervenire alla definizione del piano di massima del progetto.
Riguardo alle scelte relative alla segmentazione del progetto, vengono qui riproposte pressoché integralmente le considerazioni svolte da Euromethod (rif. 2 - Annex C - "Example of sequence of decision points"). Tali considerazioni riguardano sostanzialmente i possibili approcci con cui affrontare sia le problematiche di realizzazione che quelle di installazione.
Per l'approccio alla realizzazione si prevedono tre scelte principali:
Per la scelta tra i vari approcci alla realizzazione occorre utilizzare dei procedimenti euristici che partono dalle considerazioni sull'incertezza e la complessità della situazione, considerazioni derivanti dai fattori di rischio precedentemente evidenziati, nonché dalla situazione delle scadenze normative e contrattuali. La tabella seguente illustra i possibili rapporti tra le varie situazioni e le scelte maggiormente raccomandabili nei vari contesti.
Come si evince dalla tabella l'approccio evolutivo è indicato quando la situazione è incerta, mentre l'approccio incrementale è adeguato a situazioni complesse ma non incerte. Inoltre gli approcci incrementale o evolutivo sono da preferirsi quando ci sono tempi stretti, ossia è necessario realizzare qualcosa la più presto, tipicamente per rispondere in tempo a nuove esigenze normative.
Anche relativamente alle problematiche di installazione si possono avere i medesimi tre approcci:
Per la scelta tra i vari approcci alla installazione valgono le medesime considerazioni già svolte per gli approcci alla realizzazione. Si può cioè utilizzare una tabella di riferimento identica alla precedente, che indica la preferibilità dell'approccio evolutivo quando la situazione è incerta e dell'approccio incrementale quando la situazione è complessa ma non incerta e che consiglia gli approcci incrementale o evolutivo quando ci sono tempi stretti. Naturalmente variano i fenomeni da osservare nei due casi, ad esempio la capacità del gruppo di progetto o l'innovazione tecnologica possono costituire un fattore di incertezza per la realizzazione ma non per l'installazione mentre la necessità di installare numerose repliche del sistema rappresenta complessità dell'installazione ma non della realizzazione.
I tre approcci all'installazione citati sono da considerare approcci "verticali", ossia approcci che ancora non tengono conto della problematica relativa alla distribuzione geografica. Nel caso in cui l'installazione debba coprire una pluralità di siti geograficamente distribuiti è da considerare l'eventualità di prevedere più fasi di installazione ed in particolare una prima fase concentrata su una copertura geografica limitata, ad esempio un solo ufficio o una sola filiale. Questa installazione, la tipica "installazione pilota", ha il fine di calibrare il sistema informativo e migliorare il processo di installazione prima che l'intero contesto applicativo venga influenzato dai cambiamenti. Successivamente si estenderà la copertura geografica, raggiungendo con l'ultima fase la copertura totale del contesto applicativo. Le varie modalità di copertura geografica possono combinarsi, senza alcuna limitazione, ai vari approcci all'installazione precedentemente indicati.
E' infine da sottolineare il rapporto tra i diversi approcci all'installazione e alla realizzazione. Da questo punto di vista tutte le combinazioni appaiono possibili, con la sola eccezione dell'approccio evolutivo alla installazione, che implica necessariamente un pari approccio evolutivo alla realizzazione. Riepilogo delle acquisizioni e realizzazioni previste Questa parte dello studio di fattibilità focalizza il progetto realizzativo effettivamente proposto, alla luce dei criteri di segmentazione scelti. Facendo quindi riferimento alle attività realizzative di cui si propone l'immediata attivazione ed il necessario finanziamento, si riepilogano qui:
Questa sintesi rappresenta la base per la successiva stima dei costi e costituisce un punto di riferimento essenziale per la stesura di un eventuale successivo capitolato di gara. Piano di massima del progetto In questa parte dello studio di fattibilità si descriverà il piano di massima del progetto. Il piano qui formulato ha l'obiettivo di evidenziare le necessità e gli obiettivi di fondo a cui la programmazione puntuale delle attività si dovrà adeguare per poter rispettare sia le scadenze temporali individuate come requisiti del progetto, sia la progressione della realizzazione di prodotti intermedi necessari al progressivo superamento dell'incertezza e alla definizione di dettaglio dei prodotti finali attesi. Gli elementi fondamentali del piano di massima saranno quindi:
Il piano dei rilasci, come già accennato in precedenza, consiste:
Da ciò deriva che il piano dei rilasci implica una prima applicazione della tecnica PBS (Product Breakdown Structure), per la quale si rimanda alla "Guida Operativa".
L'evidenza dei punti di controllo o di decisione parte dal piano dei rilasci e consiste nell'evidenza delle necessità di verifica e decisione conseguente. In genere coincideranno con i "milestones" di un "Pert" del progetto (per il "Pert", vedi sempre la "Guida Operativa").
Il piano di massima delle attività consiste nella esplicitazione della sequenza e delle dipendenze tra le principali attività del progetto e potrà essere compiutamente rappresentato attraverso il "Pert". La stesura di questo piano implica una prima applicazione della tecnica WBS (Work Breakdown Structure), per la quale si rimanda alla "Guida Operativa". Appare infine utile una sintesi generale del piano di massima che sintetizzi le principali scadenze previste attraverso un diagramma di Gantt (vedi sempre la "Guida Operativa"). |