Gli studi delle donne (Women's and Gender Studies - W&GS)
nel contesto del sistema universitario italiano
Il rapporto tra W&GS e istituzione universitaria resta in Italia un problema delicato, rispetto al quale i pareri e le posizioni sono molteplici e spesso discordi. Appare importante in questa fase pensare alla costruzione dei W&GS confrontandosi con i processi di istituzionalizzazione in atto a livello europeo.
Indagini e sondaggi di vario livello sono stati proposti all'attenzione fin dal 1976 dalla rivista "Nuova DWF" che, per alcuni numeri, pubblico' i risultati di un questionario sull'attivita' di didattica e di ricerca delle donne e sulle donne nei diversi Atenei italiani. Si sono avuti poi, nel corso del tempo, almeno due incontri significativi di carattere internazionale - miranti al confronto tra le diverse modalita' di attuazione e riconoscimento istituzionale dei Women's studies - (Roma 1985; Arezzo 1991) e molti seminari e riunioni nazionali (ad esempio Bologna 1991). Esistono inoltre alcune ricerche utili, come quella promossa dalla Provincia di Reggio Emilia (pubblicata nel 1993 a cura di Maura Palazzi) sulle Tesi di Laurea incentrate su donne e genere discusse nelle Universita' emiliane tra il 1970 e il 1988, o il recente lavoro sulle varie realtą istituzionali e non di ricerca delle donne fatto dal Centro di Bologna e pubblicato sul bollettino del C.I.R.S.De (vedi piu' avanti). Per l'Italia e' infatti indispensabile considerare il peso determinante della ricerca politica e scientifica compiuta nei Centri autonomi delle donne, che si sono diffusi nel nostro paese a partire dalla fine degli anni Settanta e nei quali hanno operato in una sorta di "pendolarismo" molte donne impegnate nell'Universita'.
Tuttavia, dopo il convegno di Modena "La ricerca delle donne" (da cui sono ormai passati piu' di 10 anni), il lavoro di ricerca e di insegnamento relativo alle tematiche e alla teoria delle donne e' cresciuto in modo ricchissimo anche dentro l'accademia, producendo riflessioni importanti e mettendo a punto percorsi didattici originali. Questo patrimonio si e' sviluppato incuneandosi e adattandosi alle strutture disciplinari e organizzative esistenti. Si tratta peraltro di un percorso comune a moltissimi paesi europei, dove non esiste un terreno disciplinare ufficialmente riconosciuto di W&GS.
Disponiamo dunque di alcuni dati, per quanto sempre frammentari e lacunosi, che ci consentono di seguire un processo piu' che ventennale i cui caratteri di fondo possono risultare piu' eloquenti se lo sguardo si allarga a considerare alcuni fenomeni centrali nell'esperienza italiana quali, ad esempio, la presenza fin dal 1975 e per tutti gli anni '80 di due riviste di ricerca come "DWF" (tuttora esistente) e "Memoria", nonche', piu' avanti, di altri periodici (per esempio "Nosside"), incentrati sul rapporto delle identita' soggettive e di genere con le metodologie, le fonti e i temi della ricerca scientifica. Da tenere presente e' anche l'esistenza di alcuni gruppi - come Diotima o Vanda - che hanno usufruito di finanziamenti per attivita' di ricerca e di didattica inserite anche formalmente nella struttura curriculare, e pero' legati alla realta' "extrauniversitaria" dei percorsi conoscitivi e politici del/dei femminismi italiani.
Dalla fine degli anni Ottanta in avanti, inoltre, abbiamo avuto l'avvio di esperienze associative formalizzate quali, dal 1989, la Societa' Italiana delle Storiche e, dal 1996, la Societa' Italiana delle Letterate, mentre continua il Coordinamento delle Scienziate, e prende forma una struttura associativa fra le economiste.
Negli ultimi anni in particolare sono andate sedimentandosi esperienze e strutture che hanno assunto una visibilita' istituzionale e che qui di seguito saranno presentate. Si tratta di realta' differenziate con gradi variegati di istituzionalizzazione vera e propria: Centri interuniversitari, interdipartimentali, oppure interni a singoli dipartimenti; dottorati e seminari interfacolta'; gruppi informali e comunita', societą disciplinari, una scuola estiva di formazione. Tutte queste iniziative hanno in comune la tensione di introdurre il sapere delle donne nel contesto accademico senza, tuttavia, isolarlo dall'intellettualita' femminile diffusa che trova espressione nelle tante aggregazioni femminili fuori dall'Universitą.
Occorre dunque, innanzitutto, dare una visibilita' pił generale a questa ricchezza di saperi e iniziative, al di la' dei circuiti spesso ristretti in cui si e' sviluppato. Occorre inoltre tenere presente che a livello europeo sono in atto importanti processi di organizzazione e di confronto sul terreno dei W&GS e che in Italia stiamo andando incontro ad una riorganizzazione profonda delle strutture didattiche nell'istituzione universitaria. Interrogarsi sulle prospettive dei W&GS anche in Italia diventa dunque cruciale. In questo senso si sono tenuti a Roma nel corso del 1997 due incontri nazionali, a giugno e a novembre, per riflettere sulle possibilita' di confronto con la dimensione europea e su iniziative di elaborazione e di sperimentazione possibili in Italia. Queste riunioni hanno coinvolto in particolare donne impegnate nell'Associazione Europea di WS, AOIFE e nella Rete Tematica ATHENA. Le posizioni che si sono espresse in questi incontri sono molto articolate, e rispetto ad un percorso di istituzionalizzazione dei W&GS, vanno da chi ritiene necessario il riconoscimento di un terreno disciplinare specifico a chi vede gli studi delle donne come parte dei curricula disciplinari esistenti o come tessuto connettivo di un discorso interdisciplinare. Esiste tuttavia un orientamento comune sulla necessitą di costruire nuove forme di sperimentazione didattica che consentano in ogni caso di dare visibilita' al pensiero delle donne. Come gia' e' avvenuto in altri paesi europei esiste un particolare favore nei confronti di percorsi post laurea (dottorati, master, corsi di formazione). Molto interesse e' stato espresso anche per i collegamenti con la scuola media superiore e con quella dell'obbligo e con la prospettiva piu' generale dell'educazione permanente (lifelong learning). Le articolazioni relative a percorsi didattici pre laurea appaiono invece ancora incerte.
Al fine di acquisire ulteriori dati per abbozzare un quadro delle realta' esistenti in questo campo si e' avviato un'indagine che prende in considerazione gli ultimi quattro anni. E' stato spedito un questionario incentrato sull'attivita' di ricerca ed il suo riconoscimento attraverso i finanziamenti 60%, 40% e CNR; nonche' sulla didattica, corsi monografici e seminari; tesi di laurea e di dottorato negli anni 1994-1997. Inoltre sono stati fatti alcuni colloqui sia con docenti che avevano risposto al questionario, sia con docenti impegnate nel campo dei W&GS, che pero' non avevano risposto. Il questionario e' stato indirizzato alle docenti universitarie aderenti alla Societa' Italiana delle Storiche e alla Societa' Italiana delle Letterate; alle Economiste comprese in un indirizzario fornito da coloro che hanno lavorato ad una ricerca sulla presenza delle economiste nell'Universita' italiana; alle aderenti italiane dell'Associazione europea AOIFE. Inoltre e' stato utilizzato l'indirizzario della DEA, inviando il questionario a tutte le docenti li' indicate (comprese le ricercatrici) selezionando pero' solo un campione casuale fra quelle donne delle Facolta' di Medicina, Ingegneria, Economia e Commercio titolari di insegnamenti che presumibilmente presentano terreni meno agevoli per interventi didattici e scientifici rispetto al tema dell'indagine.
Complessivamente, risulta che le attivita' di ricerca e didattica nel campo dei W&GS sono presenti in varie forme in molte universita' italiane; questa presenza si lega alla presenza di singole o gruppi di donne che hanno investito competenza e passione in tale campo, spesso avendo un dichiarato legame con realta' extra-istituzionali in qualche modo collegate al femminismo. Laddove tale investimento c'e' stato, non sembra di poter dire che l'istituzione abbia opposto attivamente resistenza, seppure non vi sia stato incoraggiamento e riconoscimento della rilevanza di tale lavoro. Riguardo ai finanziamenti della ricerca, non appare evidente una discriminazione per l'accesso ai fondi; cio' potrebbe anche dipendere - soprattutto per il 60% - dalla tendenza in passato a una dispersione "a pioggia" di tali finanziamenti.
E' cosi' emerso il bisogno di avere un quadro articolato e approfondito della realta' esistente, da cui partire per creare confronti e collegamenti.
Vanno, allora, sottolineate le seguenti indicazioni:
E ancora. Dal punto di vista del mercato del lavoro e degli sbocchi professionali appare evidente come gli incentivi e le suggestioni che vengono dai W&GS possano rappresentare un ulteriore livello di qualificazione rispetto a professioni nuove o consolidate. E contemporaneamente i processi di trasformazione del mercato del lavoro vanno colti per arricchire l'orizzonte degli studi delle donne.
Il panorama dei W&GS in Italia e' molto ampio e non e' facile scindere in modo netto tra realta' universitarie ed extra-universitarie, proprio perche' - come gia' si e' sottolineato - le contaminazioni tra "fuori e dentro" le istituzioni sono state, per molti anni, consapevolmente alimentate dalle donne del movimento, accademiche e non.
Tenendo conto di questa realta' si e' optato per una duplice presentazione: