28 dicembre 2007
El Calafate - El Chalten
Sveglia allegra con sole e caldo.
Fatichiamo a trovare l'ufficio Hertz perchè non abbiamo l'indirizzo sul vaucher e la competente signorina dell'hotel ci spedisce nella direziona sbagliata. Facciamo così 10 quadre in giù e 20 quadre in sù.
Si sta bene, ma soprattutto non abbiamo ancora coscienza di ciò che ci accadrà.
Recuperiamo la macchina Cevrolet Corsa Classin, targa GIJ259 e, dopo la spesa per il pranzo, giorgio fa rifornimento di vino e ron pampero.
Paesaggio splendido, strada deserta e asfatata per gran parte dei 220 km.
Si alza un forte vento che diverte, sul momento, giorgio.
Ebbene, quel ventaccio non ci abbandonerà più per il resto dei due giorni programmati a El Chalten. Il posto è allucinante, sono quasi tutti uguali i posti latinoamericani!
Disordine, sciatteria, si ha sempre la sensazione che anni prima ci siano stati tempi migliori. Freddo, vento e tantissima polvere sollevata, anzi, frustata addosso.
Troviamo per puro caso l'hotel, poichè ci aspettavamo fosse sulle sponde del Lago de Desierto, 36 km più in su.
Anche l'hotel è squallido e sporco. Ci fermiamo a berci un caffè doppio poi, con grande coraggio all'hotel.
Di nuovo fuori per un giro turistico nel bel mezzo di una bufera di polvere, vento e gocce d'acqua.
Compriamo lo shampoo, scegliamo il locale per la cena e rientriamo all'hotel.
Doccia, lavaggio degli indumenti sporchi e poi a cena da Fuegia Bistrot, gestito da una olandese, con carne ottima e verdure.
Siamo riusciti a vedere il Fiz Roy, solo in parte, e per pochissmo quando ormai il sole stava per tramontare (20:30-22:30).
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Deserti
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