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viaggio nella terra del nord in ostelli e campeggi,
all'insegna del 'come è potuto accadere?'

diario di viaggio

 

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domenica 21 aprile

Alesund, ghiacciaio Jostedalsbreen, Fjaerland, Laerdal, Aurland, Flam, Gudvangen

Partenza da Alesund per Gudvangen dopo una breve sosta ad Aksla (Belvedere di Kniven) per ammirare il panorama e fare tante foto. Per fortuna ci sono lavori in corso e così riusciamo ad accedere alla terrazza che diversamente sarebbe stata chiusa. Il caffè consigliato dalla guida è chiuso. Scendiamo dalla collina, facciamo gasolio e via per il grande trasferimento.
Fa freddo e dalla macchina ammiriamo gli splendidi panorami (fiordi di tutti i tipi ghiacciati e non). Iniziamo a prendere i 4 traghetti che si alternano a km su km su strada. Leggendo la guida ci lasciamo affascinare dal ghiacciaio più grande dì Europa, il Jostedalsbreen, e dal borgo di Fjaerland, famoso in estate per l'offerta di libri usati in molte lingue.
Al ghiacciaio ci fermiamo e proviamo ad usare i bagni ma sono chiusi. Evitiamo il museo del ghiaccio allestito in un orrido edificio ma ci fermiamo al borgo che è la desolazione fatta paese. Il fiordo è ancora gelato e un signore cerca di liberare la sua barca dal ghiaccio. I bidoni della spazzatura sono pieni di cibo confezionato (Wurstel, formaggi, biscotti, …) forse scaduti. E' probabile che stiano iniziando le pulizie per la prossima stagione estiva. Poi ripartiamo e dopo l'ultimo traghetto, iniziano le interminabili gallerie. La prima conduce a Aurland da Laerdal ed è lunga 24,5 Km, poi un breve tratto di E16 e incontriamo di nuovo una galleria cortina (6 Km), arriviamo a Flam. Ci fermiamo in stazione, che è alla fine del fiordo. E' un deserto! Bar, negozi e biglietteria sono chiusi. Guardiamo le vetrine da fuori e ci documentiamo sull'orario (11.30) del treno che prenderemo domani. C'è anche un supermercato Coop ma anche questo è chiuso. Ripartiamo e dopo una galleria da 8 Km deviamo verso Undredal, 80 anime e 500 capre, famosa per la produzione del formaggio "Undredal" e la chiesetta del 1174. La strada che scende è stretta e ripida ma non c'è anima viva che circola. Il paesino è su un fiordo blu cobalto, deserto, con un monumento alla capra. La chiesetta è in restauro ed è tutta incartata cioè non si vede nulla. Dopo un giretto per le vie deserte, ripartiamo e Gio affronta la salita a mo di Alonso (che purtroppo oggi è arrivato ottavo!).

Dopo una ulteriore galleria da 12 Km siamo finalmente a Gudvangen e al Campeggio che ha bungalows sulla strada. La signora che ci accoglie è burbera ma gentile e ci assegna il n. 3. E' bellissimo e accogliente ma soprattutto caldo. Mauri, Ros e Marti vanno a fare la spesa al supermercato della stazione di servizio. Io scopro che il WC è ostruito e tutto galleggia. Anche l'intervento della proprietaria con cagnolino abbaiante non è risolutivo e, nell'attesa dell'intervento dell'idraulico ci viene consigliato di usare i bagni all'ingresso del Campeggio, distanti 100 metri.
Cuciniamo e mangiamo tanto pane ai cereali che è buonissimo. Poi iniziano i preparativi per la notte. Martina ed io dormiamo nella parte superiore del bungalow che si raggiunge con una scaletta a pioli. Gio da solo nella stanzetta con letto a castello e Ros e Mauri nella cameretta matrimoniale, entrambe a pian terreno. Dopo alcuni esercizi di scala a pioli, tutti a letto. Inizia così il concerto del piano basso. Non è chiaro chi russa più forte!

Gudvangen Camping, anzi Gudvangen Fijordtell