|
La giornata è bigia ma se non peggiora può andare per il giro in treno che abbiamo progettato. Così dopo la solita abbondante colazione nel bungalow partiamo alla volta di Fam. Percorriamo le due gallerie (6 KM + 11 Km) e arriviamo in stazione con un'ora di anticipo. Non c'è quasi nessuno, solo asiatici che in tour che affollano i bagni e l'orrido negozio per turisti. Compriamo anche noi alcuni ricordini e regalini per gli amici (Antonella che soffre in Italia per le sorti del Governo).
Il fantastico giro in treno è una "cagata mostruosa". Forse non è la stagione adatta per farlo dato che è tutto di colore marron e poi nevica anche.
Giorgio scende alla fermata prima di Myrdal, destinazione finale, e quando il treno riparte lui resta sul marciapiede e comincia a correre e sbracciandosi. Così fermano di nuovo il treno e lui può salire. I Norvegesi sono veramente molto carini con i turisti, solo per noi e in italiano c'era l'illustrazione dei diversi posti toccati dal treno e poi non ci hanno neppure abbandonato lungo il tragitto.
Siamo così arrivati a Myrdal che è solamente un capannone allestito a stazione dove tutto è chiuso tranne i bagni. Passiamo quindi i 40 minuti che ci separano dall'arrivo del treno per scendere a Flam seduti in sala d'attesa. A ridosso della partenza arrivano molti altri viaggiatori da Oslo e quindi il treno si riempie.
Questa Flamsbana non mi è molto piaciuta! Il giro è stato veloce ed ora abbiamo ancora gran parte della giornata a nostra disposizione. Dopo la spesa alla Coop, che oggi è aperta, andiamo ad Aurland per fare in auto il primo tratto della vecchia strada alternativa all'attuale galleria da 24 KM. La strada non è ancora tutta aperta a causa della neve e del ghiaccio.
Aurland è carina, sempre ovviamente deserta, con monumenti ad alci o simili, chiesetta in sasso e cimitero.
Dopo un primo giretto per il centro infiliamo la strada che sale vertiginosamente restringendosi sempre più e perdendo anche il parapetto oltre che a diventare molto tortuosa. Insomma un incubo! Specialmente per Rossella che entra in agitazione non gestibile così ci fermiamo un po' prima della fine del tratto aperto.
Il Sognefjord dall'alto è bellissimo (da Aurland ramificazione denominata Naerofjord). Fa freddo, piove e c'è vento. Poi a tratti esce un qualche raggio di sole.
Rientriamo ad Aurland e tanto per non farci mancare nulla e non perdere nulla di quanto segnalato sulla guida, partiamo alla ricerca del vecchio insediamento trasformato in Museo (Otternes) a pagamento. Dopo alcuni tentativi non riusciti, finalmente, troviamo il sito che però è chiuso e in allestimento per la prossima stagione. Così lo visitiamo gratuitamente, avuto l'assenso da una famiglia che occupa una delle antiche case del villaggio.
Al termine della gita culturale ritorniamo al soddisfacimento dei bisogni primari e quindi decidiamo di ritornare a Undredal per comprare il famoso formaggio che producono le 500 pecore locali. Noi lo vorremmo mangiare per cena. Peccato però che ancora una volta il negozio, e non solo, che dovrebbe venderlo è chiuso! Rifacciamo ancora un giro turistico poi rientriamo a Gudvangen al nostro rifugio in legno al Campeggio, prepariamo la cena poi mangiamo e a letto.
Ora il bagno funziona benissimo. La signora ci racconta che è venuto l'idraulico che ha tolto i blocchi di ghiaccio dallo scarico del WC così ora il percorso è libero.
Gudvangen Camping, anzi Gudvangen Fijordtell
|