14 ottobre 2014 
Ubud
Sveglia alle 6.30, Caffè in veranda, Uno strano essere con enorme coda passeggia lentamente sulla riva opposta del nostro fossato. E' lento e inesorabile così non faccio in tempo a fotografarlo. Era un Varano o Dragone di Komodo.
Dopo colazione inizia il tour "Kintamani" da noi richiesto per 48 Euro a testa. Prima tappa un teatro per uno spettacolo di danze, 7 atti più rituale iniziale per placare bene e male e danza d'intermezzo, aiuto!!! A me già gira la testa e si offusca la vista. Forse non resisto. E invece si, resisto e mi faccio fotografare con l'uomo scimmia. All'uscita un gatto strano di Bali, particolarmente magro.
Poi andiamo a Batubalan dove lavorano la pietra e fanno orribili e giganteschi monumenti. Per il turista sono sempre disponibili i soliti souvenirs di tutti i tipi ma noi non compriamo. Vediamo invece i galli da combattimento che la Guida ci spiega essere qui il gioco d'azzardo più diffuso. E' vero, anche al Gran Hotel dove stiamo, la mattina, e non all'alba, si sentono cantare i galli. Anzi è uno dei canti di animale che più abbiamo sentito nell'Isola.
Ripartiamo e ci fermiamo alla Fabbrica dei batik. Molto belli, impariamo la tecnica di lavorazione con copertura a cera. Rossella che ha la maglietta giusta si fa disegnare un fiore e una scritta a ricordo di Bali. Io fallisco la trattativa per 3 batik a pareo in cotone rasato per i quali non scendono da $115. Erano molto belli ma per me troppo cari. Maurizio regala una mini tartaruga batik a Giorgio. Rossella compra un pareo con il quale farsi fare, a Roma, un paio di calzoni. Ripartiamo alla volta dell'argento.
Rossella e Maurizio comprano per Martina il ciondolo del sole in argento per Euro 15 e Giorgio, sfruttando la loro contrattazione, regala a me un geco e per Ally un sole. La confezione è bellissima.
Ripartiamo alla volta della Grotta dell'Elefante, Tempi induista nella folta vegetazione e poi andiamo al Tempio Buddista (quello con alberi con grandi radici). La strada è super trafficata, stretta e maltenuta. Anche qui i motorini dei turisti o no abbondano. E' tutto molto finto. I tempi sono relativamente recenti e comunque preceduti da Supermercati di cose neanche tanto belle per i turisti.
Bene e Male (bianco e nero), purificazioni, rituali, trinità, elementi naturali, sono parti centrali delle spiegazioni di Eka. Sono super superstiziosi!! C'è questo elemento male che li perseguita e quindi lo nutrono e lasciano altarini in bambu ovunque.
Per entrare nel Tempio ci dotano di pareo che copre le gambe nude dal ginocchio in giù. Terminata la visita al Tempio Buddista ripartiamo alla volta del Vulcano.
La strada sale, passiamo un posto di blocco dove i poliziotti chiedono una mancia di 1$ per ogni auto. La strada sale tra bancarelle di mandarini, disposti a piramide, e tanta frutta tropicale. I mandarini non sono tanto buoni! Arriviamo al Ristorante alle 14 e, poichè dal piazzale antistante si vedono i due vulcani e il lago, facciamo foto a sfinimento ma non si vede molto. Dei due vulcani il più piccolo è Batur e ha sotto il lago. Siamo a Kintamani. Rossella chiede alla Guida balinese, di colore olivastro come tutti e tutte a Bali, se anche qui come in Vietnam, le donne si coprono per non abbronzarsi. La Guida non capisce cerca di risponde altro come accade quando la domanda non è gradita.
Il pranzo è a self service così facciamo assaggi dei principali piatti di Bali: Nasugoreng, Sate lilit e il riso nero o Bubur Bitan e pancake di banane.
Scendiamo dal Vulcano e ci fermiamo alla Cooperativa di produzione del caffè, the, e cioccolata "OKA" dove, tra le tante altre cose, producono il famoso "Luwam caffè", quello i cui chicchi sono digeriti e cagati dalle manguste. Successivamente viene lavato, essiccato, sbucciato e tostato e macinato. La polvere viene poi utilizzata in uno strano alambicco che ci viene presentato come equivalente alla moka. Io faccio casino con gli assaggi di the, caffè, cioccolata e tisane varie. Alla fine assaggiamo anche il caffè Luwam che è buonissimo. Lasciamo il nostro contributo in caffè e the poi altro tempio con vasche per la purificazione, sorgente sacra che si chiama She Batu.
E' però tardi e quindi ci purifichiamo bagnandoci solo la base del cranio. Qui ci sono le faraone che pascolano nel tempio.
Ripartiamo e dopo una sosta alle terrazze del riso, bellissime, e una al Supermercato per il caffè di Rossella, assistiamo all'inizio della cremazione di un morto di classe elevata. Cavallo bianco di legno (o forse era un toro) alto almeno 3 metri, che viene issato su una piattaforma di bambù costruita proprio nel piazzale antistante il Super dove noi eravamo fermi.
In coincidenza con la cerimonia c'era pure un incendio di un magazzino di merci con tanto di pompieri all'opera.
Sono quasi le 18 ed è buio quando arriviamo all'Hotel, io sono stravolta dalla stanchezza e dopo i tanti WA ad amici e inquilini andiamo a cena e poi a letto. Domani gita al Tempio delle scimmie e poi all'Hotel Mariott di Semignac per le ultime 4 notti a Bali. Colazione alle 7.30, valige pronte alle 9 meno un quarto.