05. Calcolatori analogici |
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Il secolo della svolta per i primi veri calcolatori
fu il 1600. Due furono le scoperte che maggiormente contribuirono al
raggiungimento del calcolo automatico: (i) l'invenzione dei
logaritmi e la scoperta delle loro proprietà aprirono la strada
all'invenzione del regolo calcolatore; (ii) l'invenzione degli
orologi (a pendolo) con il conseguente progresso della meccanica di
precisione aprirono la strada alla costruzione delle prime
calcolatrici meccaniche. Il regolo calcolatore e la calcolatrice
meccanica, inventati quasi negli stessi anni, sono anche
rappresentativi dei due paradigmi alternativi che hanno
caratterizzato l'invenzione dei primi calcolatori: le macchine a
rappresentazione analogica e le macchine a rappresentazione numerica
(o digitale). La rappresentazione analogica si appoggia al concetto
di grandezza fisica (ad esempio, la lunghezza) e rappresenta un
numero come il risultato della misurazione di tale grandezza su un
oggetto specifico (ad esempio, una certa asta). Nella
rappresentazione numerica (o digitale), il numero viene
rappresentato in modo discreto come un insieme composto da unità
elementari considerate indivisibili (ad esempio, in una taglia ogni
singola tacca, oppure in un abaco ogni singolo sassolino).
Tra i diversi tipi di calcolatori analogici quello che ha
raggiunto la maggiore diffusione è stato certamente il regolo
calcolatore. La strada per arrivare all’invenzione del regolo
calcolatore fu aperta da Nepero agli inizi del 1600 con
l’introduzione dei logaritmi, sebbene egli abbia utilizzato questa
scoperta solo nell’ambito delle tavole matematiche. |
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Fig. 24. Regoli graduati
con scale una doppia dell'altra: consentono di moltiplicare o
dividere per 2. Una coppia di regoli dotati di opportune scale
permette di effettuare diversi tipi di calcoli. In particolare,
possiamo: (i) fare il raffronto di due scale vicine fisse; (ii)
muovere un righello rispetto all'altro. Questi sono i meccanismi
basilari per la costruzione di diversi strumenti analogici impiegati
nel passato. L'esempio in figura illustra una coppia di regoli le
cui scale sono una doppia dell’altra: in questo caso è possibile
moltiplicare o dividere per 2 un dato numero. Questo principio è
ancora oggi alla base degli scalimetri (descritti qui di seguito).
Con una scala della funzione quadrato è possibile calcolare il
quadrato di un numero oppure calcolare la funzione inversa radice
quadrata. Il limite di questo approccio è quello di essere
utilizzabile unicamente per funzioni matematiche ad un solo
argomento. Si deve notare che il calcolo di una funzione (ad
esempio, il quadrato di un numero) e della funzione inversa (ad
esempio, la radice quadrata) comporta lo stesso grado di difficoltà.
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Fig. 25. Regoli
addizionatori. Utilizzando due scale metriche uguali incise su due
righelli liberi di scorrere l'uno rispetto all'altro, è possibile
realizzare un semplicissimo strumento per effettuare somme e
sottrazioni. Ad esempio, dovendo sommare 6,0 con 5,5, si sposta il
righello mobile in modo che lo zero della sua scala coincida con il
valore 6,0 nella scala del righello fisso; quindi, sempre nella
scala del righello mobile si cerca il valore 5,5; infine, il
risultato della somma (cioè 11,5) può essere letto sulla scala del
righello fisso in corrispondenza del numero 5,5. Con un metodo
inverso a quello descritto è possibile effettuare l'operazione di
differenza. |
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Fig. 26. Lo scalimetro è
uno strumento particolare per la misurazione di distanze sulle
cartine geografiche. Questo strumento permette di leggere
direttamente le distanze reali sulla cartina evitando i calcoli
necessari per la conversione di scala. Ogni scalimetro è di solito
predisposto per lavorare con diversi rapporti di scala. |
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Fig. 27. Ricostruzione di
un compasso di proporzione. Questo tipo di strumento veniva
utilizzato soprattutto dai disegnatori che se ne servivano per
ridurre o ingrandire i disegni secondo una data proporzione e ciò,
in termini matematici, corrisponde alle operazioni di
moltiplicazione e di divisione. Arricchendo lo strumento con altre
scale era possibile suddividere i cerchi in un numero proporzionato
di parti, determinare radici quadrate e cubiche, ecc. Nella figura,
il perno è fissato sul valore 2: le aste a destra del perno hanno
lunghezza doppia di quelle a sinistra del perno. Da ciò segue che
ogni misura rilevata con le aste più lunghe risulta pari al doppio
di quella indicata dalle aste più corte. |
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Fig. 28. Ricostruzione
del "compasso geometrico et militare", realizzato da Galileo. I
primi compassi geometrici (noti anche con il nome di compassi di
proporzione) per il calcolo cominciarono ad apparire tra il 1500
e il 1600. In Italia uno dei primi ad introdurre questo tipo di
strumento fu Galileo Galilei (1564-1642). Questo strumento,
denominato da Galileo "compasso geometrico et militare", poteva
essere impiegato anche in topografia, agrimensura e balistica grazie
alle diverse scale dedicate a tali ambiti. Il principio di
funzionamento su cui si basa questo dispositivo per eseguire
moltiplicazioni e divisioni è simile a quello del compasso di
proporzione e, in particolare, sfrutta le proporzionalità esistenti
tra le lunghezze dei lati di triangoli simili. |
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Fig. 29. Compasso
geometrico in avorio completo di tutti gli strumenti ausiliari,
risalente al secolo scorso. |
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Fig. 30. Manuale d'uso
originale (del 1649) del compasso di Galileo. |
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Fig. 31. Un nomogramma
lineare per eseguire l’addizione. E' formato da tre scale lineari
equidistanti. Con un righello si congiungono i due valori da sommare
riportati sulle due scale esterne. Il punto in cui il righello
taglia la scala intermedia fornisce la somma dei due numeri. Il
principio di funzionamento di questo strumento è legato al concetto
di punto medio: quando le tre scale sono equidistanti, il righello
taglia sempre la scala intermedia nel punto medio m di due valori a,
b scelti sulle scale esterne, ossia, in termini numerici, m = (a
+ b)/2. Se la scala centrale è doppia di quelle esterne, allora
invece di fornire il valor medio di a e b, fornirà la somma
a + b. |
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Fig. 32. Regolo
calcolatore settecentesco in legno. Tra i diversi tipi di
calcolatori analogici quello che ha raggiunto la maggiore diffusione
è stato certamente il regolo calcolatore. Il primo regolo
calcolatore in grado di eseguire moltiplicazioni e divisioni fu
proposto dall'inglese Edmund Gunter (1581-1626) attorno al 1620 ed
era basato su una scala logaritmica riportata sopra un regolo da
utilizzare insieme ad un compasso. I primi regoli calcolatori erano
di tipo circolare, mentre il primo regolo lineare simile a quelli
attuali fu realizzato nel 1654 dall'inglese Robert Bissaker. |
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Fig. 33. Regoli
moltiplicatori basati sulle potenze di 2. I due righelli
moltiplicatori riportano le potenze di due: spostando un righello
rispetto all'altro è possibile ricavare il prodotto di una coppia di
potenze (di 2). Nella figura possiamo moltiplicare il numero 4 per
un’altra potenza di 2. Il principio di funzionamento del regolo
calcolatore è del tutto simile. |
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Fig. 34. Un esempio di
prodotto (2,5 ´ 4,0) mediante il regolo calcolatore. Questo
strumento, sfruttando le proprietà dei logaritmi e le capacità
addizionatrici dei regoli scorrevoli, permette di svolgere
rapidamente diverse operazioni facendo scorrere semplicemente il
righello centrale o spostando un indice di riferimento. |
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Fig. 35. a. b. Due regoli
calcolatori di forma diversa. |
a. moderno regolo calcolatore circolare
b. regolo a disco per calcoli su strutture di
cemento armato |
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Fig. 36. Curvimetro. Il
curvimetro è uno strumento che permette di misurare la lunghezza di
una curva tracciata su un foglio di carta. La misurazione viene
effettuata seguendo il percorso della curva con una piccola ruota di
scorrimento, la cui rotazione, attraverso una serie di ingranaggi,
viene riportata da un’apposita lancetta su un quadrante con le varie
scale. In termini matematici, per risolvere lo stesso problema sono
necessari calcoli complessi che richiedono l’uso dell’integrale
curvilineo. |
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Fig. 37. Planimetro di
tipo polare. Questo strumento costituisce l'analogo del curvimetro
nella misurazione delle aree di figure (irregolari): seguendo il
contorno della superficie da misurare mediante uno stilo si
determina l'area della superficie. Il primo planimetro (di tipo
ortogonale) sembra sia stato quello progettato da J.M. Herman nel
1814 e costruito poi nel 1817. Il planimetro polare, più preciso ed
affidabile dei modelli precedenti, verrà inventato nel 1858 dal
tedesco Amsler. |
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Fig. 38. Antico
planimetro ortogonale per misurare superfici piane. |
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Fig. 39. a. b.
Misurazione del volume di un solido mediante immersione in acqua. Un
cilindro graduato permette di calcolare il volume di un solido per
immersione in un dato liquido: la differenza tra il volume del
liquido dopo l'immersione e prima dell'immersione rappresenta il
volume del solido. Ovviamente, il metodo funziona con eguale
semplicità con solidi sia di forma regolare che irregolare. |
a.
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