14. La rivoluzione dei circuiti integrati |
|
Nel 1958, l'ingegnere americano J.C. Kilby aprì
l'era della miniaturizzazione dei circuiti elettronici riuscendo a
combinare diversi componenti elettronici (transistor, diodi,
resistenze, ecc.) su una piastrina di silicio di dimensioni più
piccole di un francobollo. La produzione industriale dei circuiti
integrati a partire dal 1961 costituisce la chiave di volta che
porterà alla realizzazione di calcolatori poco ingombranti, sempre
più potenti e al tempo stesso sempre più economici. I primi circuiti
integrati comprendevano i componenti (transistor e altri elementi di
supporto) sufficienti per realizzare solo alcune porte logiche, ma
via via che il procedimento di integrazione si perfezionò, si
ottennero circuiti integrati sempre più ricchi di componenti e dalle
funzioni sempre più complesse, grazie ad una miniaturizzazione
sempre più spinta. Il calcolatore IBM 360 e il PDP-11 della Digital
Equipment Corporation furono i primi elaboratori ad adottare i
circuiti integrati.
Nel 1971, tre ingegneri della Intel,
Federico Faggin, Ted Hoff e S. Mazer, realizzarono un ulteriore
passo in avanti in fatto di miniaturizzazione: progettarono e
costruirono il primo microprocessore, cioè un’intera unità di
calcolo (la CPU) in un singolo circuito integrato. Questo
microprocessore fu denominato Intel 4004 e ad esso sono seguiti
numerosi altri modelli, sempre più sofisticati e potenti che, grazie
al loro basso costo, hanno determinato l'attuale enorme diffusione
dei calcolatori. |
|
Fig. 93. Alcuni circuiti
integrati. Nel 1958, l'ingegnere americano J.C. Kilby della Texas
Instruments aprì l'era della miniaturizzazione dei circuiti
elettronici con l'invenzione del circuito integrato. Kilby riuscì a
combinare diversi componenti elettronici (transistor, diodi,
resistenze, ecc.) su una piastrina di silicio di dimensioni più
piccole di un francobollo. |
|
|
Fig. 94. Circuito
integrato 7400 contenente quattro porte logiche NAND realizzato con
soli transistor. Texas Instruments (anni ’70). |
|
|
Fig. 95. Ingrandimento
della superficie di un circuito integrato. |
|
|
Fig. 96. Ingrandimento
dell’Intel 4004. Su una piastrina 4 × 3 mm Faggin, Hoff e Mazer
riuscirono ad inserire 2.250 transistor, che formavano il cuore di
un intero calcolatore in grado di elaborare in parallelo 4 bit.
|
|
|
Fig. 97. Microprocessore
Intel con chip visibile. |
|
|
Fig. 98. Microprocessore
Zilog Z80 e Intel 8080. |
|
|
Fig. 99. Microprocessore
Intel 80386 aperto. |
|
|
Fig. 100. Scheda madre
per microprocessore Intel 80286 (PC AT). Attualmente, in un personal
computer sia la CPU (microprocessore), sia gran parte dei
dispositivi indispensabili per l'attività della CPU possono essere
realizzati con la tecnologia dei circuiti integrati, i quali possono
essere disposti in una singola scheda, detta scheda madre. Questa si
può considerare la parte più importante di un calcolatore. Nella
scheda madre oltre al microprocessore e alla memoria centrale
troviamo altre componenti che sono di supporto per il funzionamento
e per la comunicazione tra le diverse unità. |
|
|
Copyright 1999-2001 Paolo Giangrandi - realizzazione
web Tecnoteca
s.r.l.
|