07. Macchine automatiche |
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Lo sviluppo dei moderni calcolatori richiese
l'introduzione di una nuova idea fondamentale: la programmazione del
calcolatore. Al matematico ed ingegnere inglese Charles Babbage va
il merito di essere stato il primo a proporre l'idea di un
calcolatore di tipo programmabile attorno alla metà del 1800. Tra i
vari fattori che influenzarono Babbage nell'introduzione di questa
idea vanno segnalati il meccanicismo che caratterizzò il pensiero
culturale del ‘700 e la rivoluzione industriale che contrassegnò
l'enorme sviluppo economico e tecnologico della Gran Bretagna, e più
in generale dell'Europa, a partire dalla seconda metà del ‘700. Il
meccanicismo spiega il rinnovato interesse per la realizzazione di
vari automi meccanici (i più comuni di tipo musicale). Questa idea
la ritroviamo espressa successivamente nel telaio Jacquard: il
telaio non solo è in grado di funzionare autonomamente grazie ad una
propria forza interna (assicurata dal motore a vapore), ma può
svolgere anche operazioni complesse grazie al controllo mediante
schede perforate. |
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Fig. 52. Modello
dell'anatra costruita da Vaucanson (dalla Encyclopedie di Diderot e
d’Alambert, 1751). Nel '700 gli automi meccanici diventarono
particolarmente raffinati e complessi grazie all'importante sviluppo
della meccanica di precisione legata alla produzione di orologi.
Celebri sono rimasti gli automi realizzati dal francese Jacques de
Vaucanson (1709-1782). Il comportamento dell'automa veniva
codificato mediante cilindri dentati o opportunamente sagomati.
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Fig. 53. Particolare di
un telaio Jacquard. Un contributo indiretto, ma importante,
nell'evoluzione dei calcolatori si deve a J. Jacquard (1752-1834),
che nel 1804 presentò all'esposizione universale di Parigi un
sistema a schede perforate in grado di automatizzare le lavorazioni
dei telai nello stabilimento di tessitura di seta del padre. Le
schede perforate influenzeranno in seguito lo sviluppo
dell'elaborazione automatica. Infatti, la scheda perforata di
Jacquard suggerì a Babbage e più tardi ad altri inventori il
meccanismo per immettere i dati e i programmi di calcolo nelle loro
macchine. |
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Fig. 54. Carillon. Il
concetto di programmazione è presente non solo nel telaio Jacquard,
ma anche in alcuni strumenti musicali in grado di riprodurre
automaticamente motivi musicali, come ad esempio i carillon e gli
automi musicali. Anche l'osservazione di questi strumenti, che
avevano cominciato a diffondersi in Europa a partire dal 1700,
contribuì a condurre Babbage verso l'idea di programmazione. |
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Fig. 55. Strumento
musicale automatico a cilindro (denominato Orchestron), risalente
all'inizio del '900, tuttora funzionante presso un locale di
Scodovacca di Cervignano (UD). |
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Fig. 56. Carillon a
nastro perforato. Un'alternativa all'uso del cilindro musicale è
costituita dal nastro perforato (o dalle schede). In tal caso,
l'informazione musicale viene codificata mediante i fori sul nastro
di carta come, ad esempio, nella pianola. Negli strumenti più
complessi, il nastro poteva descrivere non solo le note musicali da
riprodurre, ma anche anche altri aspetti inerenti alle modalità di
riproduzione delle note. |
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