11. I mattoni elementari dei computer |
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Come abbiamo visto, la tecnologia che ha permesso
di giungere alla realizzazione dei calcolatori programmabili non è
stata quella meccanica, secondo la strada intrapresa da Babbage, ma
bensì quella elettronica. Un problema importante che si presentò
nella realizzazione dei moderni calcolatori elettronici fu quello
relativo alla scelta di un'opportuna rappresentazione delle
informazioni numeriche: metodo analogico o digitale? La scelta
decisiva fu quella di tipo digitale con la rappresentazione dei
numeri e più in generale di tutte le informazioni in forma binaria.
Studiando la struttura di un moderno computer può
sorprendere che i componenti elementari con cui vengono realizzate
queste macchine siano costituiti da semplicissimi circuiti,
denominati porte logiche, facilmente realizzati con alcuni
interruttori e pochi fili di collegamento. Il segreto dell'enorme
potenza di calcolo dei moderni calcolatori è invece affidato a due
fattori: l'altissimo numero di circuiti elementari che combinati
insieme consentono di realizzare enormi reti di calcolo (le
cosiddette reti logiche) dalle funzionalità via via più complesse;
la straordinaria velocità con cui vengono aperti e chiusi gli
interruttori di tali circuiti.
La chiave del successo delle
reti logiche è legata alla loro capacità di implementare ed
unificare il calcolo aritmetico in notazione binaria e il calcolo
logico basato sulla logica binaria; quest'ultima fu introdotta dal
matematico inglese G. Boole (1815-1864) intorno alla metà del secolo
scorso. |
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Fig. 73. Una stazione del
telegrafo Morse. Nel telegrafo, i caratteri di scrittura sono
codificati mediante segnali elettrici di tipo digitale. L’invenzione
del telegrafo risale a Samuel Morse nel 1837. |
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Fig. 74. Codice Morse
usato in telegrafia. Il telegrafo codifica le lettere dell’alfabeto
mediante una tecnica per certi versi simile al codice binario.
Ciascuna lettera dell'alfabeto viene rappresentata mediante una
sequenza composta da due tipi di segnali, "punto" (segnale elettrico
di breve durata) e "linea" (segnale elettrico di lunga durata).
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Fig. 75. a. b. c.
Circuito elementare per la rappresentazione di un bit. Il bit è la
più piccola unità di informazione e designa uno dei due stati che
codificano le informazioni all'interno dei computer: la presenza
oppure l’assenza di un segnale elettrico. Il passaggio della
corrente elettrica con l'interruttore chiuso e la lampadina accesa
rappresenta il simbolo 1, mentre il non passaggio di corrente
elettrica con l'interruttore aperto e la lampadina spenta
rappresenta il simbolo 0. Il funzionamento dei circuiti elettrici di
tutti i calcolatori moderni è basato su questi due stati elementari.
Ovviamente, la rappresentazione di informazioni più complesse
richiede l'uso di un insieme di bit. |
a. circuito chiuso, corrispondente a 1
b. circuito aperto, corrispondente a 0
c. i due stati elementari |
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Fig. 76. a. b. Le porte
logiche possono essere realizzate mediante circuiti elettrici molto
semplici combinando in modo opportuno diversi interruttori. Nella
figura sono illustrate le porte logiche AND e OR realizzate con
semplici interruttori e lampadine. Ogni porta logica elabora uno o
più bit secondo una determinata operazione logica. |
a. Circuito dimostrativo: porta AND. Solo quando
entrambi gli interruttori sono chiusi (cioè nello stato 1), la
lampadina si accende.
b. Cicuito dimostrativo: porta OR. Quando almeno uno
dei due interrutori è chiuso (cioè nello stato 1), allora la
lampadina si accende. |
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Fig. 77. Circuito
dimostrativo: addizionatore binario (half-adder) realizzato con un
relè. Un aspetto implementativo importante che è emerso fin dalla
costruzione dei primi calcolatori è il fatto che tutti i diversi
componenti della CPU possono essere realizzati mediante lo stesso
tipo di circuiti: le reti logiche. Questi reti sono formate da più
porte logiche connesse tra loro e permettono di elaborare
informazioni anche molto complesse. |
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Fig. 78. Claude Shannon.
Alla fine degli anni ‘30, il fisico e matematico americano Claude
Shannon (1916-) del MIT, studiando i circuiti elettrici a relè
comunemente utilizzati nelle telecomunicazioni, si rese conto che il
loro funzionamento può essere descritto in termini logici
utilizzando il calcolo proposizionale. In tale lavoro Shannon
trasferì le idee di Boole al mondo dei circuiti digitali facendo
comprendere la superiorità dell'approccio digitale rispetto a quello
analogico. |
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