16. La memoria secondaria dei computer |
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Attualmente la memorizzazione delle informazioni
mediante il principio magnetico costituisce una delle tecniche più
importanti per realizzare la memoria secondaria. Le informazioni
vengono memorizzate su una superficie ferromagnetica e possono
essere lette o modificate mediante un'opportuna testina di scrittura
e lettura.
A partire dalla fine degli anni '80, si è diffusa
anche la memoria di tipo ottico, con l'introduzione del CD-ROM.
Questo tipo di memoria offre supporti con una notevole capienza, ad
un prezzo estrememamente contenuto. I primi supporti di tipo ottico
erano scrivibili una sola volta, mentre oggi si stanno diffondendo
anche i dischi ottici riscrivibili. |
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Fig. 112. Testina di
lettura e scrittura di un disco rigido vicino a due testine per
unità a nastro magnetico. Le informazioni vengono lette e registrate
da una o più testine leggerissime e velocissime che sfiorano la
superficie del disco a distanza di 0,5 micron. Il movimento in
rotazione del disco e al tempo stesso lo scorrimento radiale della
testina permette di accedere in modo rapido a qualunque informazione
presente sul disco. Attualmente la memorizzazione delle informazioni
mediante il principio magnetico costituisce una delle tecniche più
importanti per la memoria secondaria. Le informazioni vengono
memorizzate su microscopiche areole di una superficie ferromagnetica
e possono essere lette o modificate mediante un'opportuna testina di
scrittura e lettura. Una testina di questo tipo assomiglia, almeno
in linea di principio, ad un’elettrocalamita miniaturizzata che
agisce sulle singole areole magnetizzandole in uno dei due versi
possibili. |
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Fig. 113. Nastri
magnetici a bobina, utilizzati fino alla prima metà degli anni '80
per conservare informazioni. Le unità a nastro costituiscono uno dei
primi sistemi di memorizzazione utilizzate nei calcolatori
elettronici e il principio di funzionamento per scrivere o leggere è
molto simile a quello dei registratori magnetici utilizzati in
ambito musicale sebbene, in quest'ultimo caso, si adotti una
rappresentazione di tipo analogico e non digitale. A differenza dei
dispositivi a disco, i nastri magnetici permettono di memorizzare e
accedere alle informazioni solo in modo sequenziale: per raggiungere
l'informazione richiesta è necessario scorrere il nastro fino alla
posizione in cui essa è registrata. |
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Fig. 114. Unità di
scrittura e lettura per nastri magnetici a bobina. |
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Fig. 115. Nastri a
cassetta, subentrati ai nastri a pizza. Sono simili alle cassette
magnetiche musicali. Fino a poco tempo fa il nastro magnetico era il
mezzo più comune per trasportare grandi quantità di informazioni da
un calcolatore all'altro. |
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Fig. 116. Un vecchio
disco rigido di un sistema IBM 36 da 200 Mbyte da 14". La memoria a
disco magnetico fu progettata da J. Forrester e sperimentata con
successo al MIT nel 1953, sebbene già alla fine degli anni '40
l'inglese Booth avesse svolto diversi esperimenti in tale direzione.
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Fig. 117. Disco rigido
aperto. Il principio della registrazione magnetica è del tutto
simile a quello dei nastri. In questo caso la superficie
magnetizzabile, costituita sempre da materiale ferromagnetico, è
applicata su entrambe le facce del disco metallico che funge da
supporto. |
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Fig. 118. Disco rigido
estraibile (prima metà degli anni '80). In realtà è costituito da
una pila di dischi magnetici. |
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Fig. 119. Vari tipi di
floppy-disk di divere dimensioni e capacità: da 8 pollici (capacità
180 Kbyte) a 3.5 pollici (capacità 100 Mbyte). I floppy disk,
diversamente dai dischi rigidi, possono essere facilmente estratti
dall’unità di lettura e scrittura e permettono quindi di trasportare
comodamente informazioni da un calcolatore all’altro. |
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Fig. 120. Unità di
lettura e scrittura per floppy disk da 5".25. Il principio di
memorizzazione dati del floppy disk è analogo a quello dei dischi
rigidi. In questo caso, il supporto per la superficie magnetizzabile
è costituito da un disco di plastica flessibile. |
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Fig. 121. CD-ROM e unità
di lettura. Introdotto nella seconda metà degli anni '80, il CD-ROM
costituisce un dispositivo di memorizzazione basato su un principio
ottico ed è diventato una delle unità di memoria di massa più
importanti per la distribuzione del software. In questo caso, la
superficie riflettente del disco viene scritta e letta da un
sottilissimo raggio laser. Il principio di funzionamento di questo
dispositivo è lo stesso di quello impiegato nei lettori CD musicali.
Diversamente da quanto avviene nelle memorie magnetiche appena
considerate, nei CD la registrazione avviene sempre in forma
digitale. |
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