12. La tecnologia dei primi computer |
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Uno degli aspetti più sorprendenti della
rivoluzione elettronica nei calcolatori è costituito dallo
straordinario progresso che ha caratterizzato i dispositivi
elettronici in termini di velocità, affidabilità, miniaturizzazione,
ecc., Come abbiamo visto, l'interruttore di corrente elettrica
costituisce il "mattone" elementare utilizzato per manipolare le
informazioni e con esso vengono realizzate in definitiva tutte le
reti logiche. Poiché la velocità con cui un'interruttore si apre o
si chiude (detto tempo di commutazione) condiziona in modo rilevante
la velocità di calcolo del computer, dall'invenzione dei primi
calcolatori ad oggi si è cercato di migliorare questo meccanismo
rendendolo sempre più veloce. Inoltre, la necessità di elaborare
grandi quantità di informazioni ha imposto anche l'esigenza di
compattare in spazi ristretti un numero sempre più grande di
interruttori fino a raggiungere livelli di miniaturizzazione
impensabili quando furono introdotti i primi calcolatori. |
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Fig. 79. Interruttore
domestico per l'illuminazione. La commutazione di questo tipo di
interruttore deve essere eseguita manualmente e pertanto risulta
inadeguato per la realizzazione di un calcolatore. Quello che manca
ad un simile dispositivo è il controllo automatico mediante
un segnale elettrico per far passare l'interruttore da uno stato
all'altro (commutazione). |
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Fig. 80. Relè
elettromeccanico a due scambi. Permette di controllare due
interruttori (visibili sulla destra) mediante un segnale elettrico.
Il relè elettromeccanico è probabilmente il meccanismo più semplice
che consente di automatizzare l'apertura e la chiusura di un
interruttore e, per questa ragione, è stato il primo componente
scelto per realizzare le reti logiche nei calcolatori. |
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Fig. 81. Cicuito
dimostrativo: rete polifunzionale per eseguire la somma e il
prodotto di due bit realizzata mediante due relè. I primi
calcolatori (programmabili) a relè furono lo Z2 realizzato da Zuse
in Germania (1939) e l'Harvard Mark 1, realizzato da Aiken negli
Stati Uniti (1944). |
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Fig. 82. Una valvola
dello stesso tipo (6SN7) di quelle utilizzate nell'ENIAC. Per
migliorare la velocità di calcolo dei calcolatori a relè ben presto
questi dispositivi furono sostituiti dalle valvole termoioniche (o
tubi elettronici), capaci di svolgere un ruolo simile. Esistono
numerosi tipi di valvole con diverse funzioni. Il triodo è il tipo
di valvola più semplice che può essere utilizzata per realizzare un
interruttore controllato da un segnale elettrico. Le prime valvole
elettroniche sono state introdotte all'inizio del '900. Un
calcolatore a valvole era caratterizzato anche da un notevole
consumo di corrente elettrica poiché poteva contenere migliaia di
tali dispositivi. Infine, un grave inconveniente delle valvole
termoioniche era legato alla loro scarsa affidabilità in termini di
durata. Infatti, il notevole numero di valvole impiegate in un
calcolatore faceva sì che i guasti in tali calcolatori fossero
particolarmente frequenti. |
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Fig. 83. Particolare di
una valvola termoionica aperta. La maggiore velocità delle valvole
termoioniche deriva dal fatto che il dispositivo non contiene parti
meccaniche in movimento, ma l'apertura e chiusura dell'interruttore
è controllata dalla sola presenza della tensione elettrica su un
elettrodo ausiliario (griglia). Infatti, è la tensione di griglia
che controlla (permette o inibisce) il passaggio di una corrente
elettronica dal catado all'anodo. |
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Fig. 84. Modulo
dell'elaboratore a valvole GAMMA 3 – BULL (anni '50). La struttura
modulare consentiva di riparare rapidamente i guasti lavorando a
livello di unità funzionali senza dover analizzare uno per uno i
numerosi componenti elementari. Infatti, risultava relativamente
facile individuare il modulo in cui si era verificato il guasto e
sostituirlo in blocco. |
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