diario di viaggio
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13 settembre 2013

Clinton – Amarillo (TX)

Sveglia con invasione di grilli che peraltro mi hanno svegliata anche durante la notte. Aperta la porta della camera siamo stati attaccati e a decine sono entrati.
Partenza ore 9 dopo una magnifica colazione continental e scorta di caffè americano e nazionale.
Prediamo la I40 fino a Elk City. Tempo bigio, ampio panorama, terra rossa e fattorie. Il Museo all'aperto è una americanata ma divertente. Ci sono anatre mansuete. Spioviggina non fa più tanto caldo.

Ripartiamo alla volta di Erick. Posto desolato ma ancora abitato. Il negozio delle curiosità espone insegne di tutti i tipi.
Imbuchiamo le cartoline che ci siamo scritte e poi via a Texola. Tutto appare proprio come descritto nel Diario di viaggio dei Roversi (uno dei miei suggeritori). Un caffè nuovo e tutto il resto abbandonato. Scendo per fare una foto a 'No place like Texola' e vengo inseguita da 4 cani abbaianti. Salto in auto e ripartiamo. Dallo spavento scatto una foto alla portiera della Marchionne auto.

Siamo In Texas. Sosta a Shamrock, città deserta irlandese, per uno sguardo all'U Drop Inn Tower (1936), art decò, e a un tir dei pompieri. Poi cerchiamo anche la Water Tower che hanno riscoperto ultimamene essere la più alta …. Qui è sempre tutto più di tutto il mondo, diversamente è sempre più, eventualmente relativizzato. Giorgio fa un giretto ed io resto in macchina. La temperatura è ideale, leggero venticello con sole caldino.

Ripartiamo per McLean, città desolata con una pompa Philips 66 restaurata, quindi prendiamo la I40 fino a Groom. Ora la strada sale e l'orizzonte si allontana. Autostrada semideserta o con mezzi improbabili come Pic-Up che trainano roulotte che trainano auto, veri trenini di tutto ciò che è semovente.
Siamo ad alcuni km da Groom ma già si vedono all'orizzonte il famoso bidone e la croce più grande del mondo. Non sembra ma la croce (eretta in ricordo delle vittime dell'aborto, te possino!) dista alcuni km dal bidone dell'acqua.

Ripartiamo per Amarillo. Ed eccoci alle 14.30 al Big Texan Hotel. Tutto come previsto e descritto dalle guide. Camera texana, mobili da farwest, divertente anche il ristorante annesso dove festeggerò i miei nuovi 63 anni. Tutto ciò è il regalo di Giorgio per il mio compleanno.

Restiamo in camera a pianificare le prossime tappe mentre a tratti piove. Visita d'obbligo alla struttura dove tutto è a forma di Texas, coperte, specchi, piscina, museo dei ritratti deformanti, seggiolone…, poi a cena al Big Texan Steack Ranch.

Cena stupenda tra cowboys e teste di ogni tipo di animali a 4 zampe. Insalate e ½ Kg di ottima carne. Poi Giorgio mi regala una serenata texana. Tutti ci dicono qualcosa e alcuni ci fotografano come stranezze. È venerdì e quindi inizia il fine settimana e il parcheggio si popola di Pic-up con moto al seguito, oltre alla famiglia, e a enormi scorte di birra conservate in grandi frigoriferi. La serata si conclude con un regalo di Giorgio: un ammazza mosche di grandissime dimensioni tanto che il solito texano chiedendomi di dove sono poi mi dice “Allora non ci vengo in Italia se avete mosche tanto grandi!'.